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L'insorgenza di un gonfiore mammario dopo il parto rappresenta una criticità rilevante nell'allevamento bovino. Se il parto del vitello è avvenuto senza complicazioni, la presenza di una mammella tesa e volumetrica deve allertare immediatamente l'allevatore.
Cos'è l'edema mammario?
L'edema mammario (o edema della mammella) è un accumulo eccessivo di liquido interstiziale all'interno dei tessuti ghiandolari mammari. Sebbene si tratti di una patologia non infettiva e non contagiosa, il suo impatto sulla gestione dell'allevamento è notevole. Questo fenomeno si manifesta principalmente nel periodo del periparto, colpendo sia le manzette sia le vacche pluripare, a causa di bruschi cambiamenti fisiologici e metabolici.
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L'edema mammario è un disturbo circolatorio, slegato da agenti infettivi (virus, batteri o parassiti). Si verifica prevalentemente nel periodo peri-parto, nei giorni che precedono o seguono il parto, quando il flusso sanguigno verso la mammella aumenta bruscamente per preparare la lattazione. Questo eccesso di pressione vascolare provoca un accumulo di liquido interstiziale nei tessuti mammari.
Quali sono i fattori di rischio per l'edema mammario?
Alcune vacche presentano un rischio maggiore rispetto ad altre. I principali fattori predisponenti sono:
La combinazione di più fattori aumenta significativamente sia il rischio che la gravità dell'edema. Identificare i fattori presenti nella propria mandria è il primo passo per attuare un'efficace strategia di prevenzione.
No, l’edema mammario non è trasmissibile. Tuttavia, alcune pratiche possono aumentare il rischio che si sviluppi all’interno della mandria, in particolare:
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Riconoscere i segnali è fondamentale per intervenire in tempo. I sintomi più comuni includono:
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