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Quando la temperatura in stalla supera circa 20, 25 °C, i suini da ingrasso possono entrare in stress da caldo. Questo succede perché i suini non sudano e hanno quindi una capacità limitata di dissipare il calore corporeo.
Per prevenire lo stress da caldo negli animali è necessario intervenire su tre fattori principali: acqua potabile di qualità, nutrizione corretta e integrazione con acidi organici, che stimolano il consumo di acqua e supportano l’equilibrio elettrolitico.
Gestire correttamente questi aspetti permette di ridurre mortalità, aggressività, calo dell’ingestione di mangime e perdita di crescita nei suini da ingrasso.
Lo stress da caldo rappresenta una criticità importante negli allevamenti suinicoli, soprattutto nei reparti di ingrasso.
I suini non sono in grado di regolare efficacemente la temperatura corporea tramite sudorazione. Quando la temperatura ambientale aumenta:
• aumenta la frequenza respiratoria
• diminuisce l’ingestione di mangime
• cresce il consumo di acqua
• peggiorano le performance produttive
Le principali conseguenze in allevamento sono:
• riduzione dell’accrescimento medio giornaliero
• peggioramento dell’indice di conversione alimentare
• aumento della mortalità
• maggiore sensibilità a patologie
• aumento di aggressività e morsicature della coda
Uno stress termico prolungato può compromettere anche il sistema immunitario, rendendo gli animali più vulnerabili a infezioni e problemi sanitari.
Individuare rapidamente i segnali dello stress termico è fondamentale per intervenire prima che le performance degli animali peggiorino.
In stalla è importante monitorare:
• temperatura e umidità ambientale
• ventilazione
• comportamento degli animali vicino agli abbeveratoi
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