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La Dermatite Nodulare Contagiosa (DNC) è una malattia virale grave che colpisce specificamente i bovini, inclusi zebù e bufali d’acqua. È provocata da un Capripoxvirus, trasmesso principalmente da insetti pungitori, appartenente alla stessa famiglia dei virus responsabili del vaiolo di pecore e capre. Non rappresenta un rischio per l’uomo, ma ha un forte impatto sugli allevamenti, causando perdite economiche significative dovute a calo della produzione di latte, perdita di peso e danni cutanei permanenti, compromettendo la salute della mandria e la redditività aziendale.
La DNC è causata da un Capripoxvirus che infetta i bovini. Il virus si trasmette principalmente attraverso insetti pungitori, ma può diffondersi anche tramite contatto diretto con animali infetti o strumenti contaminati. Presente nei noduli, nel latte, nella saliva o nello sperma, il virus si diffonde rapidamente nelle mandrie, generando ingenti perdite economiche.
La malattia provoca lesioni visibili su pelle e mucose dei bovini. Riconoscere i sintomi precocemente è fondamentale per contenere l’infezione:
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La malattia si diffonde tramite diverse vie, con insetti ematofagi come mosche pungitrici e tafani come principali vettori. Questi insetti prelevano il virus da animali infetti e lo trasmettono a bovini sani durante il pasto di sangue successivo. Il virus, molto resistente, può trovarsi anche in noduli cutanei, saliva, latte o sperma.
Altre vie di trasmissione:
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La principale via di trasmissione è meccanica, attraverso insetti ematofagi. In Europa, i principali vettori sono:
Questi insetti si contaminano pungendo un animale infetto e trasportano il virus a un animale sano durante il pasto di sangue successivo. Il virus, altamente resistente, può essere presente in noduli cutanei, croste, saliva, latte o seme degli animali infetti.
La diffusione naturale tramite insetti avviene generalmente su brevi distanze, poiché questi vettori sono poco mobili e si spostano solo per pochi chilometri. Il rischio di contaminazione del gregge è quindi molto elevato (quasi 100%) entro un raggio di 4,5 km da un focolaio di CND.
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